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In questi primi incontri del corso di Teatro Adolescenti ci stiamo dedicando alla conoscenza di noi soprattutto attraverso i giochi. Oggi ne abbiamo proposto uno che ha fatto ridere tutti fin dal primo minuto.
L’idea era semplice: lavorare in coppia e creare delle statue viventi, usando solo il corpo e lo spazio. Niente parole, niente spiegazioni. Solo immaginazione, intesa e un pizzico di coraggio.

Ci si confrontava, si provavano pose diverse, si cambiava idea all’ultimo secondo. Poi ci si fermava, immobili, mentre il resto del gruppo osservava e cercava di capire cosa stessimo rappresentando.

Questa era una batteria

In una delle scene, la coppia aveva un’idea molto precisa: rappresentare una batteria.
Uno seduto, concentrato, come se stesse suonando. L’altro a terra, piegato, a completare l’immagine. Appena ci siamo fermati, sono partite le ipotesi. Qualcuno ha indovinato subito, qualcun altro ci ha messo un po’. Nel frattempo, le risate non mancavano.

È stato divertente vedere come la stessa immagine potesse essere letta in modi diversi, e come il gruppo si accendesse nel provare a dare una risposta. Anche chi era in scena faceva fatica a restare serio.

E questa invece?

Poi è arrivata un’altra statua.
Qui le cose si sono fatte più complicate.

Le interpretazioni hanno iniziato a moltiplicarsi, tutte diverse tra loro. Nessuna metteva davvero tutti d’accordo, e ogni nuova ipotesi apriva possibilità ancora più fantasiose.

Ed è andata benissimo così.

Perché il senso del gioco non era solo arrivare alla risposta giusta, ma costruire qualcosa insieme, ridere degli equivoci e restare dentro l’esperienza con leggerezza, senza prendersi troppo sul serio..

Allora chiudiamo così:
secondo te, questa cosa rappresenta?