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New GenerAction fa per te?

New GenerAction fa per te?

New GenerAction fa per te?

Una domanda semplice, ma non scontata.
Utile farla, perchè “non tutti i progetti fanno per tutti”.

New GenerAction fa per te se hai voglia di metterti in gioco senza sapere esattamente come, se ti va di provare qualcosa di diverso, con la libertà di non dover dimostrare niente e di non sentirti sotto osservazione.

Fa per te se ti attira l’idea di uno spazio aperto, dove le cose non sono già decise e puoi partecipare seguendo i tuoi tempi, senza la pressione di dover essere “all’altezza” di un’idea predefinita.

Fa per te se…

New GenerAction fa per te se ti riconosci anche solo in una di queste situazioni.

Se ti piace sperimentare, anche quando non sei sicuro del risultato.
Se hai voglia di fare, ma non sempre trovi il contesto giusto.
Se ti senti più a tuo agio nel provare che nello spiegare chi sei.
Se ti incuriosisce stare in un gruppo senza dover per forza emergere.
Se hai voglia di rimetterti in movimento, anche solo un po’.

Fa per te se non cerchi risposte pronte, ma un’esperienza da vivere e percorrere. Se preferisci capire facendo, piuttosto che ascoltando qualcuno che ti dice come dovrebbero andare le cose.

Fa per te anche se…

Fa per te anche se sei timido.
Anche se all’inizio osservi più di quanto parli.
Anche se non sai se resterai fino alla fine del percorso.
Anche se arrivi con dubbi, domande o un leggero scetticismo.

Cosa puoi aspettarti davvero

Puoi aspettarti uno spazio in cui stare.
Un contesto in cui provare, fermarti, riprovare.
Persone diverse, con tempi diversi, che costruiscono qualcosa insieme.

Puoi aspettarti che qualcosa si muova, anche in modo piccolo: un’idea, un modo di stare nel gruppo, una sicurezza che cresce piano. A volte te ne accorgi subito, altre volte solo dopo.

New GenerAction fa per te se hai voglia di esserci, anche senza sapere esattamente cosa succederà.
Se ti va di provare senza sentirti etichettato.
Se cerchi uno spazio aperto, più che una risposta chiusa.

Se hai meno di 35 anni e ti riconosci in queste righe, probabilmente sì:
New GenerAction fa per te.

Perché abbiamo scelto il nome New GenerAction

Perché abbiamo scelto il nome New GenerAction

Perché abbiamo scelto il nome New GenerAction

Ci sono nomi che servono solo a identificare un progetto, e poi ci sono nomi che fanno una cosa più interessante: ti suggeriscono subito un’atmosfera, un’intenzione, un modo di stare dentro quella cosa, e New GenerAction è stato pensato proprio così, perché dentro quel nome c’è già una piccola storia.

La prima cosa da dire è che New GenerAction non è un nome “figo” messo lì per suonare bene, ma un nome che prova a raccontare un’idea: quella di una generazione che non vuole solo ascoltare, guardare, seguire, ma vuole fare, provare, uscire dal ruolo di spettatore e diventare protagonista, anche se non sempre ha gli strumenti o lo spazio per farlo.

E infatti il nome è come se fosse diviso in tre parti, ognuna con un pezzo di significato, e tutte e tre insieme raccontano cosa succede quando entri in questo progetto.

New

“New” non vuol dire “diverso a tutti i costi”, e non vuol dire nemmeno “alla moda”, perché la moda passa, mentre qui il punto è un altro: nuovo è lo spazio che si crea quando qualcuno smette di aspettarsi la prestazione e inizia ad aspettarsi l’esperienza, nuovo è il modo in cui puoi partecipare anche se sei timido, anche se sei incerto, anche se hai bisogno di guardare prima di buttarti, perché la novità vera non è l’attività in sé, ma il clima che ti permette di provarla senza sentirti giudicato.

New è anche l’idea che puoi ricominciare da un punto diverso, che non sei incastrato nell’immagine che gli altri hanno di te, e che in un contesto giusto puoi scoprire lati che non usi quasi mai, non perché non esistono, ma perché non avevi spazio per farli uscire.

Gener

Dentro “Gener” c’è la parola generazione, e non è un’etichetta anagrafica, non è “quelli giovani” contro “quelli adulti”, ma è l’idea che in questa fase della vita ci sia un’energia speciale, fatta di cambiamento, identità, tentativi, e anche di confusione, perché sì, spesso si è confusi, ma la confusione non è un difetto: è un segnale che stai cercando un tuo modo.

New GenerAction parte proprio da qui, dal fatto che ogni giovane ha qualcosa di creativo dentro, anche quando non lo chiamerebbe “creatività”, e che spesso quello che manca non è il talento, ma il contesto, cioè un posto dove qualcuno ti prende sul serio, ti affianca, ti fa provare, e non ti tratta come se fossi “troppo” o “troppo poco”.

Action

Poi c’è “Action”: action perché le cose non restano pensate, vengono fatte, provate, vissute, perché il valore di un’esperienza non è solo quanto è bella da raccontare, ma quanto ti ha fatto muovere, quanto ti ha fatto uscire dal “boh” e ti ha portato anche solo al “ok, proviamoci”.

Action vuol dire che la crescita non viene da una frase motivazionale, ma da un momento in cui ti metti in gioco davvero, magari ti imbarazzi, sbagli, dici una cosa che non pensavi di dire, ti accorgi che sei capace di stare in un gruppo senza dover recitare un personaggio, e sono tutte piccole azioni che, messe una dopo l’altra, costruiscono fiducia.

E alla fine, se guardi il nome completo, New GenerAction sembra quasi un invito gentile, una specie di “dai, vieni”, che non promette miracoli e non vende sogni, ma ti offre uno spazio e un percorso in cui puoi provare a diventare un po’ più te stesso, senza doverlo dimostrare a nessuno.

Datti tempo, senza fretta

Datti tempo, senza fretta

Datti tempo, senza fretta

La prima volta non è quasi mai quella definitiva. Spesso si entra solo per curiosità, magari con un po’ di imbarazzo, e si esce senza avere un’idea chiarissima di quello che si è vissuto.
È normale, perché il primo incontro serve soprattutto a orientarsi: capire lo spazio, osservare le persone, prendere confidenza con il clima.

Non sempre basta un solo incontro per capire davvero se un’esperienza fa per sé!
Ed è proprio per questo che tornare conta.

Prendersi il tempo per capire

La continuità non significa ripetere meccanicamente la stessa cosa. Significa dare tempo all’esperienza di prendere forma, di sedimentarsi, di diventare un po’ più chiara.
All’inizio si osserva molto, si ascolta, si cerca di capire come funzionano le dinamiche.
Poi, incontro dopo incontro, qualcosa cambia.

Lo spazio diventa più familiare, i gesti più fluidi, la presenza più naturale. Non solo perché si sia “migliorati”, ma soprattutto perché ci si sente semplicemente più a proprio agio.

Cosa cambia quando torni

Tornare una volta in più cambia il modo di stare dentro l’esperienza. L’ingresso non è più estraneo, i volti iniziano a essere riconoscibili, il gruppo smette di sembrare indistinto. Anche il corpo entra nello spazio in modo diverso, con meno tensione e più disponibilità.

Capita così di provare cose che la prima volta non sarebbero venute spontanee, di restare un po’ di più senza pensarci troppo, di partecipare con maggiore tranquillità.
La continuità rende più semplice fare un passo in più, senza che questo venga vissuto come uno sforzo.

La fiducia cresce piano piano

La fiducia non arriva tutta insieme e non può essere forzata. Si costruisce poco alla volta, incontro dopo incontro, grazie alla ripetizione di un contesto che diventa prevedibile e quindi più sicuro. Sapere dove si è, con chi si è e cosa aspettarsi rende tutto più leggero.

Quando la fiducia cresce, le difese si abbassano e diventa più facile provare, anche quando non si è completamente sicuri. La continuità serve a ottenere risultati ma anche, e soprattutto, a creare le condizioni giuste perché l’esperienza possa essere vissuta con maggiore apertura.

Il tempo giusto

Siamo abituati a pensare che, se qualcosa funziona, lo si capisce subito. In realtà molte esperienze hanno bisogno di tempo per essere comprese davvero e per sentirsi dentro a quello che si sta facendo.

A New GenerAction il tempo non è una corsa e non c’è fretta di arrivare da qualche parte.
La continuità serve proprio a questo: permettere a ciascuno di trovare il proprio ritmo, senza pressioni e senza aspettative rigide.

Tornare è una scelta

La continuità funziona solo se resta una scelta personale.
Non è un obbligo, non è una promessa da mantenere a tutti i costi. È la possibilità di dire, con semplicità: “Provo ancora, vedo cosa succede”.

A volte basta davvero tornare una volta in più per capire se uno spazio fa per sé.
Altre volte il senso arriva più avanti, in modo meno evidente. In entrambi i casi, darsi tempo fa parte dell’esperienza.

Molte cose non si chiariscono al primo incontro. Hanno bisogno di essere attraversate, viste da più angolazioni, vissute con un po’ di continuità. Tornare permette di cogliere ciò che all’inizio non era visibile.

E spesso è proprio così che l’esperienza comincia davvero!

Cos’è New Generaction

Cos’è New Generaction

Cos’è New GenerAction

Se dovessimo spiegare New GenerAction in una sola frase, potremmo dirla così: è un posto in cui puoi entrare anche senza sapere con precisione cosa stai cercando, e uscire con la sensazione di aver mosso qualcosa dentro di te, perché hai provato, ti sei esposto un po’ (magari poco, magari tanto), hai incontrato persone nuove e hai vissuto qualcosa che non era soltanto “un corso”, ma un tratto di percorso personale.
New GenerAction è un progetto di corsi gratuiti dedicato a ragazzi e giovani dai 14 ai 34 anni, e la gratuità non è un dettaglio secondario o una comodità in più: è una scelta precisa, che toglie una barriera e dice chiaramente che qui l’accesso conta quanto il contenuto, e che creatività e crescita non dovrebbero essere un privilegio per pochi, ma un’occasione concreta per chiunque abbia voglia di mettersi in gioco.

Il progetto è finanziato e reso possibile grazie a Play District, all’interno dell’iniziativa Spazi Civici di Comunità promossa da Sport e Salute, nata per sostenere spazi vivi e inclusivi, dove i giovani non restano spettatori di attività pensate da altri, ma diventano protagonisti reali di esperienze che funzionano perché sono concrete, partecipate e costruite intorno alle persone.

New GenerAction prende forma nel modo in cui si sta dentro alle attività. Non c’è un percorso rigido da seguire, ma uno spazio aperto in cui provare, osservare, riprovare e cambiare direzione.
Ognuno entra con il proprio ritmo e il proprio punto di partenza, senza la sensazione di dover dimostrare qualcosa o di essere “già giusto” per partecipare.
Qui puoi arrivare curioso, oppure un po’ diffidente, o con quella sensazione familiare del “non so se fa per me”, e va bene così, perché il punto non è dimostrare qualcosa, ma creare le condizioni giuste perché possa succedere qualcosa, anche piccola, anche lenta, anche imperfetta, ma autentica.

Cosa facciamo a New GenerAction

Dentro New GenerAction convivono linguaggi diversi, perché le persone sono diverse. C’è chi ha bisogno di muoversi, chi di parlare, chi di giocare, chi di costruire, chi di osservare in silenzio prima di buttarsi. Ognuno trova il proprio modo di entrare, con i propri tempi, senza sentirsi fuori posto.
Ci sono percorsi legati al teatro e al movimento, per imparare a stare nello spazio, usare il corpo, attraversare l’imbarazzo e scoprire che spesso le cose più forti non sono le battute perfette, ma il modo in cui una persona impara a prendere posto nel gruppo senza annullarsi.
Ci sono attività creative e artistiche, dove la creatività non coincide con il “fare cose belle”, ma con l’allenare lo sguardo, la manualità, l’idea, la pazienza, e capire che costruire qualcosa porta sempre con sé una parte di te, anche quando parti dicendo di non sentirti creativo.
Ci sono giochi di gruppo e momenti basati sul gioco, che sembrano leggeri e in parte lo sono, ma dentro ci trovi dinamiche molto reali: collaborazione, tensioni, turni, regole, frustrazione, alleanze, leadership, e quella capacità fondamentale di restare nel gioco anche quando non sta andando come vorresti, perché spesso è proprio lì che impari davvero come stai con gli altri.

Ci sono anche percorsi più digitali e sperimentali, perché oggi è importante anche il saper muoversi dentro strumenti e linguaggi nuovi, con una mente aperta e con la possibilità di imparare facendo, senza sentirsi inadeguati solo perché qualcosa non riesce al primo colpo.

A fare la differenza è anche chi accompagna il percorso. Persone presenti, attente e capaci di guidare senza occupare la scena, lasciando spazio all’esperienza e ai tempi di ognuno. È questo equilibrio che permette di provare davvero, senza la pressione di dover dimostrare qualcosa.

Vieni a New GenerAction

New GenerAction è gestito dall’associazione Future Lab Dance di Portogruaro (VE) e, per come è pensato, è un modo concreto di creare uno spazio civico che non sia semplicemente “un posto dove si passa”, ma un luogo in cui si può tornare, perché ti senti parte di qualcosa, incontri persone, e succede che inizi a fidarti un po’ di più degli altri e, a volte, anche di te stesso.
Un punto di partenza, un’occasione per rimettersi in movimento o semplicemente per fare qualcosa di diverso dal solito..
Se hai tra i 14 e i 34 anni e hai voglia di metterti in gioco, New GenerAction ti aspetta!